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L’invidia

L’invidioso non muore mai una volta sola, ma tante volte quanto l’invidiato vive salutato dal plauso della gente.

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Allarme intrusi!

“Qualcuno” meglio definibile in “qualcosa” continua a far ruotare le sue pupille vuote e prive di vita all’interno del mio blog. Ahimè WordPress garantisce un servizio di statistiche che mi permette di vedere chi e quante volte accede al mio blog e sopratutto mi permette in questo modo di sganasciarmi dalle risa pensando che questa persona si autodefinisce in relax e pace con se stessa, provando con spavalda autocommiserazione a fingersi in un vortice di vita propria che mai potrà raggiungere se continuerà a basare la sua quotidianità infilando il naso nei fatti miei, forse con la perenne speranza che qualche disgrazia o depressione mi colga e mi uccida! No no no, non ci siamo.

Augurio intimo

Auguri sinceramente affettuosi a tutti coloro che in quest’anno trascorso hanno subito dolore e tristezza. Non intendo tediare i vostri animi festosi ma è d’obbligo non dimenticare ciò che di brutto ci flagella il cuore e chi nel corso del 2009 vi ha fatto del male. La storia ci insegna che senza la sua stessa conoscenza si rischia una ciclicità di errori che porta alla loro perpetuazione. Spero che il 2010 possa essere un anno di ripresa emotiva per quelle persone che come me hanno patito lacrime e sono affondate nella depressione. Viva la vita. Viva il 2010. Viva il futuro. Auguri gente e cerchiamo un pò tutti per quest’anno d’essere meno ipocriti e più affettuosi. La vita è talmente aspra e breve che sprecarla aggravandone la cattiveria fa soltanto male alla propria intelligenza.

Provengo da Atlantide

Provengo da Atlantide.

Un luogo in cui il sognare genera energie palpabili.

Un continente tanto maestoso ed invidiato da finire presuntuosamente sotto le acque, forse per sfuggire ad una realtà troppo insulsa e troppo logorante.

Un regno in cui volare è sicuro. In cui respirare è atossico e in cui bere rigenera gli organi addominali non li strema portandoli alla morte.

Non esiste il vizio nel mio mondo. Non c’è odio ne arroganza. Non si è mai pronunciata la parola solitudine poichè ogni mattino è una gran festa in cui tutti quanti colmi di affetto condividiamo la felicità, le piccolezze, i teneri sguardi.

Leggero, il vento profuma di zucchero a velo e rende l’aria magica e azzurrina. Arpe e flauti accompagnano turbini di petali che affannosamente circondano i passanti.

Provengo da Atlantide.

Dormire è pace. Cucinare e mangiare è magico. L’abbracciare chi si ama è puro. Credere nella vita è un obbligo. Pensare alla morte è impensabile. Le amicizie rivelano fiducia e affetto. Le famiglie sono un tenero nido di virtù. Gli amori sono l’esaltazione della vita e della sincerità. Non esiste violenza, rabbia, rancore. Non si pensa troppo nè troppo poco. Ci si stima e ci si ama, la propria immagine riflessa allo specchio è motivo di vanto ed orgoglio. Non si piange se non di gioia.

Provengo da Atlantide.Ma Atlantide è oramai lontana e distrutta. Sparita per sempre annega nella marea di ricordi che la mia mente confusa disprezza e rinnega.

E gli dei tirarono a sorte.
Si divisero il mondo:
Zeus la Terra,
Ade gli Inferi,
Poseidon il continente sommerso.
Apparve Atlantide.
Immenso, isole e montagne,
canali simili ad orbite celesti.

Il suo re Atlante
conosceva la dottrina della sfera
gli astri la geometria,
la cabala e l’alchimia.

In alto il tempio.
Sei cavalli alati,
le statue d’oro, d’avorio e oricalco.
Per generazioni la legge dimorò
nei principi divini,
i re mai ebbri delle immense ricchezze
e il carattere umano s’insinuò
e non sopportarono la felicità,
neppure le felicità,
neppure la felicità.

In un giorno e una notte
la distruzione avvenne.
Tornò nell’acqua.
Sparì Atlantide.

L’amore non basta.

L’amore non basta si dice.

L’amore non basta. Frase fatta quanto reale.

L’amore non basta a disfare gli ingarbugli di una relazione gomitolo.

L’amore, anche quello definibile Amore, con la A maiuscola, non soltanto rende rinnegabile il tuo orgoglio e la tua fiducia nella vita. Ti amorfizza l’anima e ti immobilizza l’universo.

Ti trovi a lottare contro l’amore di un compagno che osservandoti vede solo un meschino idolatra.

Contro un’amore familiare che di familiare, forse, non ha mai avuto nulla.

Contro quella miserevole e disgraziata parola che il luogo comune definisce “amicizia” e che  a me ha soltanto dispensato dispiaceri ed inutili sofferenze.

E sopratutto, dopo un’intera vita di auto-corteggiamento ti accorgi non soltanto di detestarti  ma… di volerti morto. Non ti soddisfa più quel superlativo sorriso o quella faccetta da bellezza inaudita. Ti accorgi difetto per difetto, di essere enormemente sbagliato, brutto, volgare,  ti innamori di qualcos’altro. Qualcosa lontano da te, sempre di più, infinitamente invisibile, fino a perderne persino lo sguardo dietro.

L’amore non basta. L’amore non basterà.

Ma l’amore è la sola cosa ahimè, che ci rende orgogliosi del sentirci vivi. E’ l’unico motivo per cui abbiamo sgranato gli occhi appena nati. E’ l’unica emozione, che anche quando si imbarazza per il suo esser negativa, possiede un’enorme e dignitosa libertà. L’amore, ci rende nudi e vermi. Soli e orgiastici. Amanti e nemici. E mai, mai, mai potrà vergognarci di noi stessi.

L’amore non basta. L’amore è follia. L’amore è una lotta. E’ un’anarchia.

L’amore sarà con me. Finche respiro avrò. E non vi deve suonare d’augurio bensì di minaccia.

Settima puntata XFactor

Alla settima puntata di XFactor poca la buona musica tante le gaffe.

Ante-Factor: Un imbarazzante Cesare Cremonini si ripresenta per la seconda volta come ospite sul palco di XFactor, proponendo l’ennesima canzonetta futile e presto, si spera, da dimenticatoio. Dopo questa, per fortuna breve, parentesi musicale (?) si da l’avvio alla gara, stavolta tutti i cantanti si esibiranno in un’unica manche, i due meno votati andranno al ballottaggio. Nel seguente ordine di esibizione:

  • Silver –  Drive My Car (The Beatles)

Con voce del tutto inconsistente e del tutto priva di melodia, il neo Gianni Morandi rischia di rovinare una canzone capolavoro. A mio modesto parere avrebbe meritato di andare in ballottaggio e temo per lui che questo pensiero non sia unicamente mio. Nelle ultime esibizioni il pubblico si sta rendendo conto di quanto noioso egli risulti, nulla di nuovo, nulla di esaltante. Voto, 5.

  • Damiano – Non è per sempre (Afterhours)

L’uomo appendiabiti, emblema del tedio e del nulla continua a persistere sul palco di XFactor. Mistero su cui ancora la mia mente si aggroviglia: come è possibile che non sia stato eliminato alla prima puntata? O meglio, come è possibile che sia entrato a far parte del programma? Ha cantato discretamente, ma la sua presenza è del tutto priva di senso. Voto, 5.

  • Marco – Helter Skelter (The Beatles)

Benchè non mi sia del tutto simpatico (ne lui ne il personaggio che sta cercando di crearsi) è inevitabile una mia pubblica ammissione della sua bravura. Rischia di essere un potenziale vincitore del programma, speriamo almeno la smetta con quelle smorfie da schizofrenicA e con i troppi gridolini femminili che emette quando canta. Voto, 8.

  • Yavanna – Dancing (Elisa)

Qui sono di parte. Tifo per loro dalle selezioni. Non mi dilungherò: Sono meno convincenti del previsto, la loro forza sta nel loro carattere probabilmente, meno nella loro bravura ( mi correggo nelle loro esibizioni, perchè a mio parere son brave davvero). Voto, 6 1/2

  • Cristiana And I Love Her (The Beatles)

Un ottima voce, ottima presenza scenica, ottima esibizione. Difatti è stata eliminata. La pensavo già in finale, ed invece… Voto, 8.

  • Sofia – You Get What You Give (New Radicals)

BASTA! Fuori!!!Voto, 5-

  • Chiara –  Eleanor Rigby (The Beatles)

Deludente. Forse la troppa invidia per la “rivale” Cristiana ha leggermente destabilizzato la grandissima Chiara. Dopo le prime esibizioni ci si aspetta qualcosa di più. Voto, 7-.

Fine della Gara. Arriva l’ospite della serata.

Ospite della serata Witney Houston che dopo aver presentato sul palco il suo nuovo singolo e dopo almeno un migliaio di “thank you” fila via senza aver rilasciato qualche curiosità sul suo ritorno nel panorama musicale, colpa anche del presentatore Facchinetti, del tutto incapace di intrattenere una conversazione di livello con la cantante.

Dopo questa comparsata di qualche minuto, ecco i risultati del televoto: Scontro finale, Damiano e Cristiana.

Ecco la Mori che impacciata finge un attacco d’ira

Il pubblico non capisce niente, ma che cavolo di gente c’è che vota?… Il pubblico dice delle grandi str****te.

Classico battibeccare tra Morgan e la Mori, rasentando la noia e creando voglia di cambiar canale se non fosse per il fatto che guardare la recita di Claudia Mori stimola molto l’ilarità.  Ecco la prima gaffe di Claudia che afferma “sarebbero dovuti andare in ballottaggio Silver e le Yavanna” per poi RIaffermare “Silver e Sofia” temendo probabilmente che la Maionchi si offendesse per quanto detto prima. La Maionchi sempre meno presente all’interno del programma tace tutto il tempo. Damiano canta, Cristiana canta: Cristiana eliminata da Mara Maionchi. Cristiana, povera figlia. Tanto bella e brava costretta ad andar via mentre Damiano resta. Ingiustizie televisive.

A fare la differenza nel corso della serata sono state le molteplici gaffe commesse dalla Mori,  seguita da Mara Maionchi ,in merito ai nomi, chiamando la povera e sconfitta Cristiana prima Ornella, poi Tiziana. E poi ancora il nuovo aspirante cantante Giuliano (che tra l’altro sarà proprio lui ad entrare a far parte di XFactor), chiamandolo Damiano.

Beh puntata un pò strampalata. Un pò di corsa. Un pò mal organizzata. Temo che il livello di XFactor stia inesorabilmente scendendo. Speriamo in una ripresa nelle prossime puntate.

Il Giornale di Feltri titola “Vogliono uccidere Berlusconi”.

Vittorio Feltri probabilmente panicato da una possibile morte del suo protettore perde il senno e parla di un complotto teso all’uccisione del Premier italiano. Il tutto nasce da una frase scritta sul proprio facebook da Matteo Mezzadri coordinatore  di circolo del Partito democratico a Modena: ma santo cielo! Possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi!. Pur ammettendo la sgradevolezza di queste parole e probabilmente l’inadattezza del contesto, mi pare assai paradossale l’eco politica che si è scatenata. Dalla polemica ne esce sicuramente sconfitto Mezzadri stesso, costretto a dimettersi e a chiedere scusa:

Chiedo scusa a tutti, amici e meno amici, a partire da Berlusconi. E mi dimetto dalle cariche del Pd, attendendo dal partito eventuali provvedimenti. Il mio è stato un linguaggio che nessuno dovrebbe avere, tantomeno uno che si occupa non solo della propria vita, ma anche di quella degli altri.

Anche Mario Giordano come Feltri, si lascia cogliere da un improvvisa febbre delirante nonchè ridicola. E’ convinto che la frase scritta da Mezzadri sia in realtà un gruppo su facebook ma il perno del suo articolo è la solita sinistra finto-pacifista pronta sempre a tirar fuori falce e martello cedendo alla violenza.

Enrico Aimi esponente del PdL dichiara : “Mezzadri, aspirante Che Guevara, si vergogni e si dimetta! Così si rischia davvero di trovare un volontario pronto a conficcare una pallottola in testa al premier”.

Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto i nuovi social network abbiano acquisito sempre maggiore valore negli ultimi tempi, non esiste più il limite reale/virtuale e ciò che un tempo ci avrebbe fatto sorridere oggi diviene caso politico. Possibile che il livello della politica si sia tanto abbassato?  Mi pare davvero esagerata, troppo esagerata,  la reazione scaturitasi all’interno del mondo politico per una sciocca frasetta di ovvia ispirazione ironica.

Berlusconi ha definito coglioni chi non lo avrebbe votato (per dimostrare di esserlo lui per davvero al  Parlamento europeo nel 2003), utilizza parole e attegiamenti volgari che un premier dovrebbe sognarsi, sbeffeggia il capo del governo e i giornali stranieri, non ha tatto nè eleganza durante le riunioni mondiali facendoci passare (noi italiani) per buzzurri e sempliciotti, definisce la magistratura il cancro del paese, in passato ha ridicolizzato l’olocausto e chi più ne ha più ne metta. Eppure ci si sconvolge per una frase sciocca espressa in un contesto ludico e virtuale ? Probabilmente anche quando assassinarono Kennedy lo avranno prima scritto su Facebook…